domenica 11 luglio 2010

Il libero mercato non funziona

Nelle discussioni sui massimi sistemi, coloro che avversano il libero mercato inevitabilmente giungono alla frase per cui il mercato non funziona, i danni sono sotto gli occhi di tutti e la mano invisibile non esiste.
Da queste affermazioni deduciamo che gli statalisti non hanno capito alcune semplici cose:

1 - i mercati, comunque li vogliate definire, non sono mai in equilibrio, non c’è equilibrio tra domanda ed offerta, non vi sono prezzi di equilibrio, la stabilità non c’è mai stata nel passato, non c’è nel presente e non ci sarà nel futuro.

2 – i mercati producono ed allocano risorse. Beni, servizi, risparmi, debiti e così via. Lo fanno in modo efficiente? A volte sì, a volte no, comunque mai in modo perfetto e comunque ogni soggetto coinvolto in questi processi ha una propria idea personale diversa dagli altri su cosa sia l’allocazione perfetta delle risorse.

Perché questo accade?
Perché quello che noi chiamiamo mercato è la somma dei comportamenti individuali di tutti gli abitanti della Terra. E siccome gli esseri umani sbagliano, perseguono uno scopo ma provocano l’effetto opposto, cambiano idea, insomma sono imperfetti, è ovvio che anche i mercati “sbaglino”.
Cioè distruggono ricchezza invece di crearla.

Il problema è che l’intervento dello Stato può solo peggiorare le cose.
Ed è semplice da comprendere: ognuno di noi nell’arco di una giornata compie moltissime decisioni economiche, ad esempio se lavorare tanto o poco, o licenziarsi, se un cliente è affidabile oppure no, dove comprare, cosa comprare, oppure regalare o risparmiare, investire o piantare l’insalata sul terrazzo, stare in affitto o vivere in roulotte, accendere la luce o le candele. Da queste miliardi di scelte scaturisce il risultato dei mercati.
Se incarichiamo il Governo di sostituirci in queste scelte al fine di raggiungere un risultato migliore, allora i componenti del Governo, oltre ad essere animati da buone intenzioni… dovrebbero avere capacità sovraumane!

A questo piccolo problema aggiungiamo che il fatto di creare sovrastrutture di intervento statale, ha dei costi e che l’esperienza ci dice che i soldi dati in mano ai politici ci rendono molto meno di quelli che gestiamo direttamente. Infatti, tante famiglie con mille euro ci vivono, un Comune magari ci paga a malapena i fazzoletti di carta per asciugarsi le lacrime (di coccodrillo). Perché invariabilmente quello che acquista lo Stato, o peggio il parastato costa sempre di più.

Il fatto che i mercati sono instabili, costituisce un punto di forza, perché c’è un processo continuo di correzione degli errori. I mercati tendono ad autolimitarsi. Facciamo un esempio concreto: se troppi imprenditori credono in un prodotto, vi sarà o una discesa di prezzo oppure dell’invenduto e qualcuno dovrà uscire, se però interviene lo Stato l’errore si perpetua (vedi automobili), l’intervento crea aspettative, distorce le valutazioni e spesso blocca l’evoluzione di prodotto e di processo; oppure ipotizziamo che un istituto faccia dei mutui a chi non li può pagare, quando qualcuno se ne accorge, i tassi salgono ed il fenomeno si arresta, se però il tasso di interesse non si forma su un libero mercato, ma è imposto di autorità, il fenomeno si può continuare a gonfiare, fino a rendere fallite le banche (vedi: tutti i quotidiani degli ultimi 3 anni).

Il libero mercato è dunque il peggior modo di creare ricchezza, se si escludono tutti gli altri!

PS. Ho ragionato a prescindere da due non trascurabili corollari:

1- Attualmente siamo lontani come non mai da qualunque concetto di libero mercato, la politica interviene in una parte sproporzionatamente grande dell’economia, in altre parole se non è socialismo quando più della metà della ricchezza nazionale passa per lo Stato… a quanto dobbiamo arrivare per definirlo tale, forse al 99%? …beh quello è marxismo.

2- C’è un piccolo cortocircuito logico nel ragionamento statalista per cui io non sono in grado di badare a me stesso, ma ho bisogno di qualcuno che pensi al mio benessere; nello stesso tempo però sono abbastanza intelligente e capace da poter scegliere correttamente quel qualcuno, eleggendolo!

3 commenti:

andrea ha detto...

detta cosi' parrebbe essere: il mercato si autoregola, se sei abbastanza intelligente da capire come muoverti bene altrimenti scordati che qualcuno, probabilmente in gamba quanto te ma con piu' interessi personali (...), pensi a legiferare per tutelarti....
piu' che legge di mercato direi regola di vita!

Comunque ottimo post come sempre, peccato non sia inserito come prefazione nei libri scolastici (anche universitari...)

Ciao!

Freeman ha detto...

Di solito le cause per cui si chiedono i soldi ai contribuenti sono più che meritorie: per gli ammalati, i bambini, i disoccupati, i poveri… però poi i soldi a chi vanno? Non sarebbe + più semplice dare i soldi direttamente a chi ne ha bisogno piuttosto che mettersi ad assumere, fare appalti, pagare consulenti, acquistare auto, immobili e tutta quella serie di attività che costituisce il potere reale della classe politica. Io non voglio lasciare indietro nessuno, chi non ce la fa va aiutato… solo che dare i soldi in mano ai politici o peggio ancora consentire loro di indebitarci è il modo peggiore di farlo!
All’università mi insegnavano che ogni lira spesa dallo Stato si moltiplica (magicamente) e diventa ricchezza che si distribuisce alla società (forse per i docenti funziona proprio così…) e credo ne siano ancora convinti, quindi per i libri la vedo dura…

Anonimo ha detto...

... il paradosso di jervon ...
... stiamo facendo un grande esperimento ...
... con l' unico pianeta che abbiamo ...
... come dice Goodman giustamente ...

... non mi fraintenda ...
... prima le dico ...
... che marxismo e religioni ...
... sono due modelli socialisti fallimentari ...

... poi pero' devo dirle ...
... allo stesso modo ...
... che il mercato e' inefficiente ...
... ed inefficace ...
... un sistema piu' moderno ed efficace ma quasi altrettanto fallimentare ...

... fortunatamente dicono alcuni ...
... perche' nella correzione dell' inefficienza ...
... del sistema speculativo monetario ...
... rimane l'ultima speranza ...
... di evitare l' estinzione della specie umana ...