Sono giorni di congressi ed i politici si scatenano, riversano nei microfoni tutta la loro abilità oratoria, evocano tutti i buoni propositi possibili ed immaginabili. Gli obiettivi sono ambiziosi ma chiari: sviluppo economico, equità, pace, onestà, e via di questo passo. Peccato che per il 99% dei progetti ci vogliono soldi e soldi non ce ne sono, se li dai a qualcuno vuol dire che li hai presi a qualcun altro, ma di questo meglio non parlarne ai congressi, meglio lasciare spazio ai valori. Che bello il paese dopo le riforme: finalmente si darà spazio ai meritevoli, si premierà il senso civico, il cittadino sarà al centro dei loro sforzi, è finita con i furbi che evadono, che corrompono, è finita con il paese dei raccomandati, dei nepotismi, dei furbetti. Ma si sa la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni e con il materiale avanzato hanno lastricato anche quella per il Parlamento. Così di cosa si occupano i nostri valenti rappresentatati per alleviare i problemi del paese? Un progetto di legge per consentire agli obiettori di coscienza di revocare la loro obiezione. A prescindere se fosse giusto o no il servizio militare, a prescindere che si può sempre cambiare idea, che messaggio si dà al paese? Che, se ti fa comodo per evitare il servizio militare, dici che sei contrario alle armi, poi quando il servizio non c’è più e le restrizioni che conseguono ti limitano, allora dichiari il contrario.
Per ora l’Italia dell’avvenire assomiglia molto a quella del passato, soprattutto nel peggio.
Visualizzazione post con etichetta obiezione di coscienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta obiezione di coscienza. Mostra tutti i post
domenica 22 aprile 2007
Iscriviti a:
Post (Atom)

