sabato 5 gennaio 2008

I salari scendono, il debito pubblico sale, un paese in declino e le solite bugie.

I salari e gli stipendi sono fermi, quindi erosi di fatto dall’aumento dei prezzi. C’è chi dice che questo calo è andato a vantaggio dei profitti, ma si tratta purtroppo di una mezza verità, buona per fare facile propaganda al sindacalista di turno. La realtà è leggermente diversa, quello che è cresciuto a danno dei salari sono le rendite. Ma non basta, se si va a vedere i profitti delle aziende, si vede che sono cresciuti quelli delle aziende che godono di rendite di posizione, aziende che non sottostanno ad un regime di concorrenza ma possono aumentare a danno dei clienti e dei consumatori le proprie tariffe, a cominciare da quelle municipalizzate che sono gestite dai partiti politici e che servono a comprare voti.

Quello che fa comodo dimenticare è che la rendita più cospicua da attaccare che c’è in Italia è il nostro abnorme debito pubblico. Ogni anno, per pagare gli interessi su questo debito i contribuenti italiani pagano più di 70 miliardi di euro di interessi. Una cifra colossale. Denaro che viene preso dai lavoratori, eppure nessuno sciopero generale è mai stato indetto per chiedere la fine di questa malagestione del denaro pubblico, che rappresenta la penalizzazione più grande per le classi economicamente svantaggiate del nostro paese.

L’altro effetto deleterio del nostro debito pubblico è la grande fetta di risparmio che va ad assorbire.
Metà del nostro debito è in mano estere, il resto è rappresentato dai risparmi degli italiani che hanno investito in Bot, Btp, Cct e negli altri titoli di Stato. Tutta questa massa di denaro viene prestata allo Stato che, come sappiamo, ne fa un pessimo uso e comunque viene utilizzato in gran parte per le spese correnti e non per investimenti strutturali. Invece il risparmio dovrebbe essere il motore dello sviluppo di un sistema sano. Il risparmio dovrebbe trasformarsi in investimento produttivo e generare reddito.

Il lavoro genera ricchezza, è il motore del benessere, lo diceva anche Marx, solo che i comunisti lo hanno dimenticato. In Italia ci sono 13 milioni di lavoratori del settore privato. Con i prelievi dai loro redditi si pagano 16 milioni di pensioni; si pagano inoltre 3 milioni di stipendi dei dipendenti pubblici. Ci stupiamo che i salari sono bassi?
Se sommiamo le entrate delle famiglie italiane ne esce fuori che affitti, interessi e pensioni sono maggiori dei salari!!
Oggi è ricco chi detiene ricchezza finanziaria, titoli in banca o ancora meglio case da affittare, chi lavora non è ricco.
Tutto questo non basta, i partiti dei lavoratori lamentano i bassi salari, però difendono la tassazione progressiva, che è un disincentivo a guadagnare di più! Disincentivo per chi percepisce lo stipendio e per chi lo paga.

Intanto quest’anno, come ogni anno negli ultimi decenni, lo Stato spende più di quello incassa. Quello che manca? Semplice, come sempre lo chiede a prestito, emette un Titolo di Stato e qualcuno gli darà i propri soldi per tappare il buco. E il debito aumenta. E gli interessi da pagare pure.
Però avremo rispettato il limite imposto dall’Europa: il 3% del PIL. Peccato che per una situazione come la nostra il 3% è un deficit enorme. Infatti sarebbe sostenibile (cioè neutrale) solo se l’economia crescesse a sua volta del 3% (anzi a voler essere pignoli quella crescita dovrebbe essere reale cioè al netto dell’inflazione, quindi con l’inflazione al 2,6%, la crescita nominale del PIL dovrebbe essere del 5,6%).
Ma non si parla di questo, perché la gente odia le cattive notizie, preferisce illudersi ed allora i giornali ed i politici la accontentano alla grande, infatti per mesi si è parlato di tesoretto!
Purtroppo non c’era nessun tesoro, a meno che non consideriate tesoro questa situazione: pensavamo di perdere 40 miliardi di euro, invece ne abbiamo perso solo 30. Ecco quel 10 di differenza lo hanno chiamato tesoretto, e se lo sono speso, tanto per comprare un po’ di consenso, visto che scarseggia.

Quindi, oltre il danno la beffa.

Ma le prese in giro non finiscono mai, ogni stagione ha la sua; ieri il tesoretto, oggi abbiamo la polemica sul sorpasso spagnolo. C’è chi dice ci hanno sorpassato, c’è chi dice non è vero.
La situazione è questa: immaginatevi una gara di corsa. Noi avevamo dei kilometri di vantaggio. Adesso siamo praticamente alla pari, solo che loro stanno viaggiando su una Ferrari, noi con un carretto trainato da un mulo. Vi sembra furbo discutere se ci hanno già sorpassato o no?
Ma loro hanno Zapatero. L’ultimo messia, l’idolo dei comici, cantanti, presentatori, attori che ci spiegano sempre come votare. Solo che si dimenticano sempre di dire che Zapatero non ha modificato nulla delle riforme liberiste di Aznar. Come Blair non modificò quelle della Thatcher.
Ai comici, cantanti, presentatori, attori, che invece di fare il loro mestiere ci spiegano sempre come votare, interessa solo il matrimonio gay, sul resto censura.
Ma poi, perché tante discussioni sul sorpasso? Ci ha sorpassato anche l’Irlanda (governata dal Fianna Fail) e nessuno ha detto niente. I casi sono due: o è passata troppo veloce e non c’è stato il tempo, oppure diamo per scontato che i paesi nordici siano superiori e quindi non ce la prendiamo.
Attendiamo il sorpasso dell’Estonia e vedremo.
Intanto il debito aumenta e i salari scendono.
E io pago.

1 commento:

Piedone ha detto...

ciao Free!
Ti segnalo la petizione per chiedere le dimissioni di Bassolino:
http://firmiamo.it/antibassolino